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La femminilizzazione del lavoro PDF Stampa E-mail
Martedì 11 Maggio 2010 00:00

Frida Kahlo - The broken column (self-portrait), 1944Partita  da generiche considerazioni sulle forme nuove del lavoro (nuove schiavitù, precarietà, false autonomie, caduta dei diritti, ecc…) la discussione della redazione ha investito il problema della femminilizzazione del lavoro. Un tema che spiazza e rompe con le tradizionali letture ma che ormai è parte integrante dello scenario attuale  sul quale il capitalismo si muove.  Spiazza soprattutto chi vive con disagio la devastante capacità del capitale di mercificare anche i settori della vita privata. Spiazza altresì chi si preoccupa di non cedere a questa mercificazione con proposte che, se non nelle intenzioni, rischiano, secondo loro, nei fatti, di essere ad essa consentanee (salario alle casalinghe e quant’altro…).


4 marzo da Paolo

Appunti sul lavoro in epoca post-fordista

La produzione di ricchezza non è più fondata, quanto meno nel mondo occidentale, solo ed esclusivamente sulla produzione materiale ma si basa sempre più  su elementi di immaterialità, vale a dire su "merci" intangibili, difficilmente misurabili e quantificabili, che discendono direttamente dall'utilizzo delle facoltà relazionali, sentimentali e cerebrali degli esseri umani.

 

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L’economia informale nel sud del mondo fra dilemmi interpretativi e di azione PDF Stampa E-mail
Martedì 11 Maggio 2010 00:00

di Diego Coletto

Da almeno quarant’anni l’economia informale ha assunto la forma di un fiume carsico nel dibattito pubblico, nei paesi del nord come in quelli del sud del mondo. Ad intervalli irregolari essa è emersa dall’ombra, assumendo di volta in volta denominazioni, caratteristiche e interpretazioni differenti. Economia informale, sommersa, illegale, non contabilizzata, non ufficiale, parallela, senza mercato, settore informale, informalità: sono solo alcuni dei termini più noti utilizzati per indicare un insieme eterogeneo di processi di produzione e di scambio di beni e di servizi.

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Il femminismo postcoloniale. Una bibliografia PDF Stampa E-mail
Martedì 11 Maggio 2010 00:00

Stefania De Petris

Questo articolo fa parte del Dossier Il potere: forme, rappresentazioni, contestazioni, pubblicato sul sito Storicamente, 3.
È quasi una consuetudine – alla quale non ci sottrarremo – introdurre al principio di ogni genealogia di un determinato campo di studi un caveat relativo alla necessaria arbitrarietà del criterio di selezione adottato. Nel caso del femminismo postcoloniale, questa difficoltà è dovuta in particolare all’estrema eterogeneità (nel tempo, e nello spazio) dei contributi intellettuali e delle sollecitazioni politiche che sono a monte della produzione di quel variegato insieme di studi femministi che oggi individuiamo come “campo” definito. Nonostante ciò, il processo di definizione di un campo teorico richiede sempre la canonizzazione di “testi sacri” e figure di riferimento; nel suggerire un primo percorso di lettura ci atterremo quindi a queste coordinate “filologiche”, nel tentativo di proporre un’agevole mappatura storica e geografica dei principali sviluppi di questa riflessione (per un’introduzione complessiva a molti dei temi che richiameremo in seguito si veda A. Loomba, Colonialismo/postcolonialismo, Roma, Meltemi, 2000).

 

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Un antagonismo kairologico nel tempo del capitalismo finanziario PDF Stampa E-mail
Martedì 11 Maggio 2010 00:00

di Antonino Contiliano

Pubblichiamo su questo secondo numero l’intervento di Antonino Contiliano in riposta all’intervista a Costanzo Preve. Data la complessità e la lunghezza del saggio abbiamo deciso di non editarlo come commento all’intervista stessa, ma come un intervento, anche perché pensiamo che si presti a suscitare ulteriori commenti e contraddittori. I lettori del secondo numero della rivista potranno comunque accedere ai contenuti del primo numero cliccando sull’opzione CERCA o riferendosi alla sezione cui l’articolo in questione è collocato: nel caso dell’intervista a Preve, la sezione è CON MARX E OLTRE IL MARXISMO.
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Due articoli di Elvio Fachinelli PDF Stampa E-mail
Martedì 11 Maggio 2010 00:00

Di Elvio Fachinelli, noto psicologo e psicanalista, che ha lasciato un’impronta forte nella cultura, pubblichiamo due suoi articoli tratti rispettivamente da ‘L’erba voglio’ del sett. 1974 e dal quotidiano Lotta Continua dell’ottobre 1981.

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Narrativa e industria culturale nel secondo dopoguerra PDF Stampa E-mail
Martedì 11 Maggio 2010 00:00

di Franco Romanò

Nella letteratura italiana del secondo dopoguerra precipitano tutte le contraddizioni dal diffondersi dell’industria culturale e dei mass media. In questa seconda parte del saggio viene data maggiore importanza alla narrativa, alle sue poetiche, dal neorealismo ai nostri giorni. Nonostante il romanzo venga dato da tempo per morto, si assiste piuttosto a una polarizzazione che lo trasforma in genere di puro intrattenimento, mentre nascono narrazioni collettive ed esperienze che si collocano sul crinale fra narrazione e testimonianza civile.

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Il destino, la violenza e la natura in Cormac McCarthy. Contrappunto con il mito dell'Ovest americano PDF Stampa E-mail
Martedì 11 Maggio 2010 00:00

di Adriano Voltolin

La narrativa di McCarthy come contro canto o contrappunto all’epopea del west rappresentata nel cinema statunitense. Dagli esordi fino ai più recenti romanzi l’opera dello scrittore viene ripercorsa e analizzata da due punti di vista salienti: il rapporto con la natura e la violenza.

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Condizioni di vita e condizioni di lavoro PDF Stampa E-mail
Martedì 11 Maggio 2010 00:00

di Antonella Picchio

Quella che qui presentiamo è la relazione presentata il  20/04/2009 al  Quinto Seminario  della Libera Università delle donne di Milano, dal titolo Il corpo al lavoro; la divisione sessuale del lavoro e l’organizzazione dello spazio privato e pubblico, pubblicata sul sito dell’Università delle Donne di MilanoAntonella Picchio è docente di  Economia Politica alle Università di Modena e Reggio Emilia.

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Mercato globale: comprarsi l'Africa PDF Stampa E-mail
Martedì 11 Maggio 2010 00:00

di Paolo Rabissi

Il fenomeno dell’acquisto da parte di sempre più numerose nazioni di terreni agricoli soprattutto in Africa è da poco manifesto. Mancano sin qui analisi complessive che sappiano mettere in relazione questo fenomeno con i suoi aspetti sociali, politici e finanziari. Grandi quantità di capitali si stanno mobilitando per questo tipo di operazioni attratti dalla redditività di titoli legati allo sfruttamento dei terreni.

Le  implicazioni di natura sociale e politica di questo fenomeno sono comunque intuitive, da una parte l’immiserimento indotto nelle popolazioni interessate e dall’altra la perdita di sovranità stessa degli stati. Nell'attuale crisi economica globale, commenta un articolo apparso su der Spiegel il 30 luglio 2009 (a firma di Horand Knaup e Juliane von Mittelstaedt) gli investitori stanno cercando approdi sicuri, non solo gestori di hedge fund ed executive dell’industria e dell’agricoltura, ma anche rappresentanti di fondi pensione e persino capi di uffici finanziari di università, Harvard inclusa. Migliaia di fondi di investimento, dal piccolo al grande, hanno iniziato ad applicare la formula base del mondo e della vita: l’umanità deve mangiare, comunque.

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